L e   c i t t à   p o s s i b i l i

 per una geografia dell’immaginario globale

nel ricordo di Aldous Huxley, esploratore e narratore del  “mondo nuovo”

 

Su il sipario! Lo spettacolo è quello della Grande transizione dalla complessità alla totalità, dalla “globalizzazione innovativa”, alla “frantumazione creativa”, un percorso di qualche secolo e del quale abbiamo perso memoria. Sono qui raccolte testimonianze, documenti di archivio e quel che ancora si può investigare delle memorie digitali disponibili nell’universo della cyber sfera. Sono i primi passi di un percorso, un viaggio avventuroso, che illumina a tratti il progressivo distanziamento, poi la scomparsa dell’età della globalizzazione che ci ha preceduto e ha dato vita al nostro presente. Si tratta di materiali di incerta datazione, impossibili da ordinare cronologicamente; anche l’identità degli autori è, almeno per ora, pressoché ignota: eventi e narratori sono vissuti in un tempo ormai per noi senza storia. L’interpretazione dei testi, ancorché difficile, offre tuttavia una prima traccia del mondo che è confusamente sopravvissuto nel nostro immaginario e che, nel tempo, certo si potrà riscoprire e riportare alla luce delle coscienze. Una pista di ricerca nuova e appena tracciata. Per ora contentiamoci di queste esili tessere un grande mosaico tutto da ricostruire.  Per questo la nostra ricerca è aperta e il nostro libro incompiuto. Facciamo appello a tutti i ricercatori, i curiosi, i topi d’archivio, ai nostri lettori perché collaborino a questo impegno di ricostruire una geografia immaginaria della globalizzazione. Buon  viaggio!

 

In Viaggio

Le innumerevoli unità ecosistemiche oggi disperse sul pianeta sono il frutto del superamento di tutto quanto, per qualche secolo, abbiamo definito “processo globale” di mondializzazione della cultura umana. Un processo di progressiva frantumazione e diversificazione che ha generato l’infinito pluralismo ambientale, geopolitico e culturale del nostro presente, l’unica dimensione temporale nella quale ci è dato di vivere. L’ “io” individuale si è ormai sciolto nella comunità e si è definitivamente ricongiunto alla natura e alla vita nella sua ricchezza infinita. Gli Stati non esistono più e anche le città, le grandi “metropoli” di un tempo, il prodotto più naturale ed elevato della cultura umana, sono scomparse. Come è stata possibile questa metamorfosi? Cosa possiamo ancora raccontare del nostro Passato?

New-New Yiok

Non lasciatevi trarre in inganno. Questa città non ha nulla a che vedere con la New York che popola epopee e leggende narrate in molti poemi. Si dice che sorga sulle fondamenta di un antico insediamento urbano distrutto dopo un’interminabile guerra, ma non esistono testimonianze al riguardo e davvero la città descritta in questa relazione è tutta “nuova-nuova”. New-New York impone, per legge, a ogni abitante un ciclo di vita attiva di novantanove anni. Fissa i programmi individuali di “vita” e, in certo modo, li rende obbligatori. L’“operatore centrale” coordina, orienta, controlla e, se necessario, censura il sistema di comunicazioni interne che fanno di New-New York una vere democrazia digitale. La dieta vegetariana, vegana, è di rigore come pure gli esercizi fisici e le meditazioni individuali e di gruppo le quali assorbono quasi per intero il tempo libero degli abitanti. Si richiede che i programmi individuali fissati dai “cronolife” personali siano rispettati, pena la sospensione temporanea dei servizi che aprono fatalmente la strada alla solitudine e alla depressione. Tutti i servizi sono gratuiti. Per quale ragione mai i cittadini di questo Eden vorrebbero fuggire? 

Amaracity

Frankenstein Junior è noto al grande pubblico per la sua prolifica vena letteraria di divulgatore scientifico, per i premi e riconoscimenti internazionali che, nel corso degli ultimi anni, lo hanno portato sulle prime pagine dei maggiori organi di informazione internazionali. In quanto scienziato, delle sue ricerche nulla trapela. Anche la sua attività di esploratore e viaggiatore dei luoghi più nascosti del pianeta è stata da sempre celata a giornalisti, geografi e antropologi. Riceviamo dai suoi archivi la relazione di un viaggio e di una scoperta che siamo lieti di pubblicare con le autorizzazioni previste per legge. Il testo reca la data del 2 novembre 2132.

Paris: un parco archeologico

Il parco archeologico che porta il nome di Paris è immerso nella più fitta ed ecologica vegetazione, attraversato e agitato da comitive turistiche, orde di pellegrini, tribù di nomadi che giungono dai campi i più lontani. Gli storici sono divisi e non sembra esistano testimonianze convincenti della pratica di antichi riti selvaggi da parte degli originari abitatori del luogo. Ma che il luogo rechi in sé una sorta di energia negativa, una maledizione o una forza magentica capace di suscitare profonde emozioni non vi è ombra di dubbio.  Come spiegare altrimenti i sacrifici, i rischi, i disagi e le fatiche che spingono ogni giorno migliaia di pellegrini e visitatori a compiere viaggi di settimane e mesi per prendere coscienza degli orrori di tutto un passato dell’umanità?

Expocity: il pianeta è nutrito!

Ben oltre le più favolose previsioni all’atto della sua fondazione, Expo2015 è ormai divenuta una popolosa città e richiama settanta milioni di visitatori ogni anno da tutto il mondo. Un numero in costante, incredibile aumento. I visitatori, prenotano con anni di anticipo, le code all’ingresso del parco alimentare durano giorni e, benché i padiglioni siano aperti 24 ore su 24, il flusso delle presenze crea continui problemi di ordine pubblico. A questi si aggiungono i quotidiani collassi dei clienti inebetiti dalla bulimia gastronomica. Medici e infermieri, pronti soccorso lavorano anch’essi giorno e notte, notte e giorno. 

Calabrigar: il  bilancio sociale

Calabrigar, per scelta unanime dei suoi abitanti, è una città “chiusa”. Gelosi della loro indipendenza, della pluralità dei loro costumi e tradizioni, della molteplicità di lingue che la possono far apparire una vera Babele, cittadini e istituzioni pongono un freno e un filtro severo a chi entra o esce dalla comunità. I curiosi sono espulsi, i turisti non sono graditi, i giornalisti fanno pena ad entrare e a svolgere il loro mestiere di osservatori. Nessuno parla, nessuno ti da ascolto, nessuno da informazioni o collabora. In ogni caso le vie di accesso al sistema urbano sono tortuose e dissestate, il traffico urbano proibitivo. Per quanto a nostra conoscenza questa che segue è l’unica informativa attendibile del suo originale ed esclusivo sistema urbano.

Venezia – Al-Venissahar

La monografia di Italo Mose, Al-Venissahar e Venezia: nuove piste di ricerca, è fresca di stampa, ha suscito interesse e qualche polemica tra urbanisti, storici, geografi, eruditi e curiosi di tutte le discipline. Che relazione esiste tra il sistema palustre a nord del Mediterraneo che ospitava la Venezia delle leggende e l’insediamento turistico-finanziario che oggi porta il nome di Al-Venissahar? Italo Mose avanza stimolanti ipotesi che, a suo dire, sono verità rivelate. L’opera, in sei corposi volumi, è di facile lettura e va letta. Ne offriamo qui una scheda essenziale. 

Totalneapolis. Sotto il vulcano

Se sul pianeta vi è una città che rappresenta il perfetto paradigma della totocrazia, questa è la “nuova città totale” che ha preso, appunto, il nome di Totalneapolis. È la “città stato” per eccellenza e la conoscono tutti. Proprio per questo anche la sua storia e le vicende che ne hanno fatto la storia sono certe e certificate dalla tradizione. È un sistema urbano stabile e destinato a durare perché i sistemi, per effetto delle interazioni di tutti i singoli elementi che ne fanno parte, correggono l’entropia e le tendenze dissipative che li minacciano con la capacità di autoriformarsi da sé. Lentamente evolvono e creano circostanze di vera metamorfosi. Così in modo inavvertito e quasi invisibile, Totalneapolis ha realizzato una radicale innovazione nel macrosistema della globalizzazione; e, se anche taluni parlano al riguardo di “ripiegamento”, ha fatto un balzo più in là. Questa almeno è l’interpretazione che ci offre Alfredo Capone, uno dei maggiorenti della città; nella breve intervista che pubblichiamo.

Giocolandia – UE/s/2634. “sapete giocare?”

Nel corso degli ultimi secoli la vita di copia è divenuta una realtà affettiva molto complessa e talvolta distorta o, come oggi si dice, “creativa”. Un’esperienza profonda in sé, anche misteriosa, che dà ben poco spazio al rispetto e alla fiducia nella persona umana. Tutte le scienze si sono mobilitate per salvare ciò che non si poteva salvare: per tenere in vita questo simulacro di socialità elementare, la vita di coppia, si erano persino immaginati riti e culti, questi sì davvero blasfemi, come l’analisi di copia, le family constellation, la pedagogia sessuale, la programmazione neurolinguistica nell’interscambio a due, la sessuoterapia, le atri marziali distributive. Un insieme di gironi infernali. Solo la fondazione delle nuove città di Giocolandia ha ridato ordine a un sistema del tutto collassato, fondato su famiglie e clan, lavoro e schiavitù. Un inferno.  

Sodom & Gomorra – Uterus & Semen

Poco meno di un secolo fa, Uterus e Semen altro non erano che centri di eccellenza per la ricerca scientifica in genetica molecolare specializzati nella fecondazione assistita e artificiale. I crescenti finanziamenti pubblici e privati, le donazioni internazionali, il costante investimento sui progetti di ricerca hanno poi sviluppato questi centri dotandoli di personale, laboratori e attrezzature fino a farne dei veri e propri colossi multinazionali. Decine di premi Nobel sono stati attribuiti a scienziati e ricercatori i cui nomi e le cui statue campeggiano nelle piazze delle attuali città. Le due città, connesse e indispensabili tra loro, sono oggi il forziere della vita e il fondamento dei processi evolutivi della specie.

Language Valley

Questa comunità è retta da una totocrazia che, da sempre, assicura l’ordine pubblico, un regime di pace e promuove lo sviluppo culturale e professionale dei cittadini in piena armonia sociale e psicofisica. L’educazione e il controllo della popolazione sono affidati agli automatismi creativi dell’Intelligenza artificiale ad altissima tecnologia. Si tratta di un sistema di governo delle comunicazioni, gelosamente custodito, in grado di seguire in ogni istante l’individuo, coglierne i comportamenti, gli umori, i desideri persino, che prende il nome di “guida interiore” o, più tecnicamente, quello di “amministratore della sovranità”. E la domanda è: come ha potuto questa società perfetta, macchiarsi di un così grave delitto?

Isola Pacifica

Isola Pacifica si è estesa a dismisura creando problemi di confine a livello internazionale. Ovviamente la rivendicano il Giappone e gli Stati uniti, ma la Cina, forte della sua potenza economica e demografica, la considera nulla più che un’appendice territoriale del continente, il suo continente. La Russia, che da tre secoli rivendica la sovranità sull’Alaska, ha fatto rinuncia di ogni pretesa sull’Isoala in cambio della piena sovranità sull’Ucraina. Ma gli stati dell’America latina se la sono già idealmente spartita per farne una confederazione di Stati indipendenti e, in nome di Simon Bolivar, minacciano un’imminente occupazione. Isola Pacifica è il prodotto più visibile, e forse l’ultima gigantesca testimonianza, dell’era della globalizzazione. 

Italia 2111, “evento di tutti gli eventi” 

In una data ancor non definita del 2111, in occasione delle Celebrazioni del duecento cinquantenario dell’Unità d’Italia che i media a livello mondiale hanno già battezzato “evento di tutti gli eventi”, la città di Montecarlo cambierà definitivamente nome, la bandiera del Principato di Monaco verrà per sempre ammainata e la metropoli prenderà il nome di “Città Italia”. Da più di un secolo ormai il tessuto demografico è del tutto mutato e la popolazione monegasca è tutta frutto della migrazione e dell’insediamento italiano. La penisola mediterranea che porta il nome d’Italia è ormai solo una federazione di unità etniche e culturali di recente insediamento e viene citata come la visibile manifestazione dell’innovazione radicale geopolitica indotta dai processi di globalizzazione. Nella penisola il ceppo italico è ormai una minoranza e il Senato della Repubblica, centro di potere delle autonomie locali, lo certifica: la quasi totalità dei suoi membri è di origine asiatica e il prossimo Presidente della Repubblica, per effetto della turnazione, è destinato ad essere un pakistano. Riteniamo opportuna, per un’adeguata informativa, tradurre e pubblicare l’articolo di Gaetano Bossi comparso sul quotidiano La Padania che interpreta i sentimenti profondi della comunità albanese residente nel Belpaese.

Managementvillage

Fritjof Putin, che porta l’appellativo di “il Grande”, proprietario e amministratore unico della potente International global entreprise, ha di recente lanciato un appello mondiale per la tutela, la salvaguardia e la conservazione di Managementvillage, la città simbolo dell’era del globalizzazione che ci siamo lasciati alle spalle. I sottoscrittori del manifesto, offerto in rete, rivolgono un accorato appello all’UNESCO per l’attribuzione a questa città del titolo di “patrimonio dell’umanità”. Vi invitiamo a prendere visione del testo e a sottoscriverlo. Pubblichiamo qui di seguito una corrispondenza del nostro inviato speciale che ci informa sulla reale situazione di Mangementvillage ormai soggetta a interventi di demolizione sempre più frequenti, sempre più radicali.

Per concludere: “con i piedi per terra”

Non vi è dubbio che la più vistosa manifestazione della presenza umnana nel cosmo sia oggi l’antroposfera o cybersfera che avvolge la ionosfera ed è percepibile anche nella più remote zone dell’universo e persino nelle dimensioni più profonde dalla materia oscura. Si tratta di quell’infinito (perché per ora non calcolabile) numero di “quanti” d’informazione, che materializzano la costruzione e la preservazione dei linguaggi informatici. In quanto unità di misura dell’informazione i bit possono essere configurati come particelle elementari del linguaggio binario universale trasmesso da Gaia (la terra in quanto organismo vivente) in continua espansione; insomma le particelle di Dio. Il mostro viaggio tra le città possibili finisce qui e svela il segreto del mondo che abbiamo costruito, che sta dentro di noi e che ha generato e genera l’ordine delle comunità umane visitate e raccontate sin qui. Per altro verso questo è il punto di partenza per una nuova avventura oltre i confini del mondo umano e ai confini dell’universo. Ma, per ora, restiamo con i piedi per terra.

Montaignebourg: alla porte dell’universo

Non cercate Montaignebourg. Non cercatela sulle carte geografiche, non cercatala nei libri o in rete e neppure nelle guide. O capita sulla vostra strada e lungo il vostro cammino o non la trovate. È così. Sicuramente è proprio la vostra città, quella che va bene per voi. Pensate al più bel posto che avete visto o immaginato, quello nel quale sognate di trasferirvi per vivere bene, in amiciazia e serenità: ecco Montaignebourg. Io la chiamo così.   Ci vado ormai di frequente a trovare i vecchi amici e ho fatto anche l’abitudine al viaggio: un percorso che non è faticoso, ma neppure facile; capita sì e capita no.