Poco meno di un secolo fa, Uterus e Semen altro non erano che centri di eccellenza per la ricerca scientifica in genetica molecolare specializzati nella fecondazione assistita e artificiale. I crescenti finanziamenti pubblici e privati, le donazioni internazionali, il costante investimento sui progetti di ricerca hanno poi sviluppato questi centri dotandoli di personale, laboratori e attrezzature fino a farne dei veri e propri colossi multinazionali. Decine di premi Nobel sono stati attribuiti a scienziati e ricercatori i cui nomi e le cui statue campeggiano nelle piazze delle attuali città.
* * *
Un po’ di pazienza, e andiamo con ordine.
L’espressione Sodoma & Gomorra era ed è ancora di uso corrente, è il paradigma di un modello di socialità vizioso e degradante sul piano della sessualità, ma per chi lo sa, e oggi più nessuno lo sa, Sodoma e Gomorra, erano, nel racconto biblico, due città dell’antica Israele, piccole comunità umane dedite al vizio, alla lussuria e ai rapporti omosessuali. Oggi, specialisti, archeologi, paleoantropologi, linguisti e filologi sono unanimi nel ritenere che queste unità urbane siano state alle origini remote della “rivoluzione sessuale” che, nel corso dei millenni, ha poi conquistato l’intero pianeta.
La narrazione epica vuole che Jahweh, il dio degli ebrei, non certo dotato di buon carattere, abbia deciso una punizione esemplare di questi costumi devianti, distruggendo entrambe le comunità urbane con una terrificante “pioggia di fuoco” (forse una eruzione vulcanica). Sodomiti e gomorriti furono tutti arrostiti tra atroci tormenti: un film dell’orrore rimasto indelebile nella memoria umana.
Qualche secolo fa, in pieno e incontenibile sviluppo di quella rivoluzione olistica che ha accompagnato la grande globalizzazione, due isole del mar Egeo, Miconos e Lesbos, rivendicarono con orgoglio la loro ideale discendenza dalle antiche città israelite; fu il tempo della definitva liberazione dei costumi e delle pulsioni umane che, nel pieno rispetto “psicologia del profondo”, hanno sancito il libero amore, il trionfo delle sperimentazione nei rapporti di copia, la condanna morale (e penale) dell’omofobia e l’abbandono della famiglia tradizionale. Una storia lunga, irta di ostacoli e tormentata, di cui oggi godiamo solo i benefici senza curarci di rendere omaggio alle generazioni che ci hanno preceduto.
Sodoma e Gomorra, Miconos e Lesbos, sono i nomi che oggi abitualmente vengono usati per designare le due popolose città di Uterus e Semen alle quali si deve l’esistenza stessa della specie umana e il suo sviluppo evolutivo per i tempi a venire.
Questa la premessa necessaria per chi intende visitare le città.
Poco meno di un secolo fa, Uterus e Semen altro non erano che centri di eccellenza per la ricerca scientifica in genetica molecolare specializzati nella fecondazione assistita e artificiale. I crescenti finanziamenti pubblici e privati, le donazioni internazionali, il costante investimento sui progetti di ricerca hanno poi sviluppato questi centri dotandoli di personale, laboratori e attrezzature fino a farne dei veri e propri colossi multinazionali. Decine di premi Nobel sono stati attribuiti a scienziati e ricercatori i cui nomi e le cui statue campeggiano nelle piazze delle attuali città. L’inseminazione artificiale e intrauterina, le banche di conservazione del seme, i processi di clonazione dei due poli tecnologici hanno assunto tale rinomanza e conquistato quote crescenti di mercato tali da conferir loro il monopolio del sapere evolutivo mondiale.
Per effetto di questa imponente crescita, una cinquantina di anni fa Uterus e Semen sono state dichiarate “patrimonio dell’umanità” dalle Nazioni Unite. E questo “patrimonio” è davvero il forziere dell’umanità intera, il bacino di coltura dell’evoluzione controllata della specie, la garanzia della sua perenne sopravvivenza oltre ogni possibile catastrofe climatica e ambientale. Il progetto internazionale “homo, sapiens, sapiens, sapiens” è nato qui e dipende, in esclusiva, da Uterus e Semen.
Ricercatori e scienziati, a decine di migliaia, hanno popolato i due centri trasformandoli in vere e proprie unità urbane dotate dei servizi di ogni città. Ora sono città splendide, ricche, in continua espansione per effetto del “turismo riproduttivo” che richiama viaggiatori e donatori da ogni parte del mondo.
Inutile dirlo, perché ne siamo tutti consapevoli, queste città rappresentano nell’immaginario collettivo le città ideali, le perfette utopie finalmente realizzate e le Grandi madri fonte* di vita eterna. Nessuno si sottrae al loro fascino e molti viaggiatori e turisti vi si insediano stabilmente per non fare più ritorno.
Oggi che l’eugenetica, la fecondazione eterologa, la surrogazione di maternità son divenute, anche per effetto della lobby di ricercatori e scienziati, pratiche universalmente condivise lo sviluppo demografico delle due città è prodigioso.
Così Uterus è un’intera città di genere e ospita esclusivamente coppie di femmine che giungono da ogni parte del mondo per offrire i loro lucrosi servizi; Semen, invece, raccoglie solo maschi, sigle e accoppiati, che offrono barili di sperma destinati alla criopreservazione. Per questo e non per altro, nel linguaggio corrente, le due città portano anche i nomi di Sodoma e Gomorra o Miconos e Lesbos. Le risorse comunque non mancano, non si pagano tasse, i ritmi di lavoro sono del tutto accettabili, la produttività sostenuta.
Gli ultimi dati forniti dalle fonti ONU valutano la “produzione di vita” in circa 230 mila neonati all’anno spediti, a peso d’oro, in tutte la parti del mondo con il marchio che garantisce un patrimonio genetico finora inimmaginabile. C’è chi dice che addirittura siamo in presenza di una mutazione vera e propria.
Le due città sorgono nel cuore del continente africano, sulle rive del lago Vittoria all’ombra di meravigliose cascate e in un ambiente naturale del tutto incontaminato. È stato questo, a detta dei paleoantropologi, il luogo delle remote origini della specie homo.
Certo anche Uteros e Semen, pur così floride, subiscono gli effetti della crisi dell’economia globale che investe il pianeta: la domanda di vita e di neonati è in stagnazione. Ma per effetto delle abbondanti risorse, Uterus e Semen hanno creato città satelliti standard per ospitare l’eccedenza della produzione.
Sono i celebri campi di Goicolandia diffusi ormai a macchia di leopardo su tutti i continenti. Lì vengono ospitati, a partire dai sei anni, tutti i prodotti in eccedenza di Uteros e Semen … ma questa è un’altra storia.