Questa comunità è retta da una totocrazia che da sempre assicura l’ordine pubblico, un regime di pace e promuove lo sviluppo culturale e professionale dei cittadini in piena armonia sociale e psicofisica. L’educazione e il controllo della popolazione sono affidati agli automatismi creativi dell’Intelligenza artificiale ad altissima tecnologia. Si tratta di un sistema di governo delle comunicazioni, gelosamente custodito, in grado di seguire in ogni istante l’individuo, coglierne i comportamenti, gli umori, i desideri persino, che prende il nome di “guida interiore” o, più tecnicamente, quello di “amministratore della sovranità”. Come è possibile allora giustificare l’uso, e forse l’abuso, della pena capitale nei confronti dei cittadini?

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Oggi è stato giustiziato per impiccagione, all’alba e senza alcun conforto religioso, Mattheus Arrohogante. A nulla è valsa la campagna mediatica internazionale che ha richiesto la sospensione della pena; la diplomazia mondiale è stata inascoltata e nessuna pressione ha potuto evitare questo delittuoso evento. Anche la minaccia di sanzioni e di embargo internazionali non ha piegato la determinazione del governo di Language Valley, una comunità fino a ieri a tutti ignota è ora agli onori della cronaca; al mondo non si parla d’altro e, per un po’, se ne continuerà a parlare.

Language Valley, ora tutti lo sanno, è una città di medie dimensioni che, per specialisti e intellettuali, scienziati e ricercatori, rappresenta il paradiso dell’innovazione tecnologica, è la capitale dell’intelligenza artificiale, delle neuroscienze e delle scienze della comunicazione. Situata nel cuore più remoto delle Montagne rocciose, l’assetto urbano si integra e rispetta il paesaggio, è celata e quasi si nasconde nella profondità di un canyon pieno di luci e ombre che mutano di continuo i colori del mondo che la circonda. Uno dei segreti del benessere dei suoi abitanti è appunto la cromoterapia naturale della quali tutti si nutrono. La città è da visitare.

Gli archistar, fanno a gare per sperimentare nei quartieri della città le più avanzate e audaci creazioni architettoniche; palazzi, condomini, quartieri residenziali, uffici pubblici, teatri e complessi sportivi, luoghi di culto, fecondati da un’agevole viabilità, non cessano di stupire per la loro funzionalità e il loro livello artistico. I geomanti applicano le più sofisticate tecniche di Feng shui per disegnare le geometrie della città in armonia con il sentire profondo degli abitanti, la loro struttura genetica e l’ecosistema.

Ora che tutti la conoscono e ne parlano, Language Valley è divenuta un punto di riferimento dell’immaginario collettivo, ma l’accesso alla città e molto selettivo e costoso a tal punto che le agenzie di viaggio non la prevedono nei loro tour.

Poiché la città è tutta nuova e ogni nuovo edificio ne cancella uno vecchio, non si ha nè storia né memoria della origini di Language Valley, ma poiché vista dall’alto delle montagne che la circondano la planimetria del sito configura il tracciato originario di una svastica, urbanisti e archeologi giurano che l’attuale insediamento si sia, nel tempo, sviluppato a partire da un villaggio indiano di epoca precolombiana.

La comunità è retta da una totocrazia che, da sempre, assicura l’ordine pubblico, un regime di pace e promuove lo sviluppo culturale e professionale dei cittadini in piena armonia sociale e psicofisica. L’educazione e il controllo della popolazione è affidato agli automatismi creativi dell’Intelligenza artificiale ad altissima tecnologia. Si tratta di un sistema di governo delle comunicazioni totale, gelosamente custodito, in grado di seguire in ogni istante il cittadino, coglierne i comportamenti, gli umori, i desideri persino, che prende il nome di “guida interiore” e, più tecnicamente, “amministratore della sovranità”. È un sistema che interagisce con ciascun soggetto nel corso di tuta la vita e gli segnala e suggerisce i comportamenti più adeguati per cogliere il meglio della socialità e promuoverla nel sistema di relazioni con gli altri cittadini, La “guida interiore”, artificiale o tecnologica chiamatela come volete, sfrutta il linguaggio in tutte le sue manifestazione (anche la mimica facciale quella gestuale così come il corretto e appropriato uso del vocabolario) per orientare ogni cittadino verso il rispetto e l’amore per gli altri. 

Può stupire che nella cultura e nelle istituzioni di Language Valley non esista il concetto di privacy, ma quello che a noi può sembrare un’intollerabile oppressione e un controllo carcerario, è un prezioso ed efficiente supporto alla socialità e alla gestione dei sentimenti umani più nobili e più puri. Non stupisce quindi che le piazze e la via di questa esclusiva comunità portino nomi del tutto significativi come Amicizia, Simpatia, Dolcezza, Onesta, Etica, Trasparenza, Cortesia, Ospitalità, Cordialità, Gratitudine, ecc.

Quindi, proprio a fronte di questi dati e dello scenario che offrono di una comunità così attenta alle gioie della vita in comune, tanto più ha stupito e costernato l’opinione pubblica mondiale la condanna a morte di un cittadino in palese violazione dei più elementari diritti umani. Una ferita profonda al comune sentire e alla speranza di redenzione che c’è in ciascuno di noi. Un volto tragico e una macchia nera tali da escludere, per Language Valley, il titolo stesso di “civiltà”.

Tuttavia oggi che sono note le motivazioni della sentenza di morte pronunciata ed eseguita nei confronti di Mattheus Arrohogante qualche riflessione va fatta.

Il cittadino Mattheus, imputato di pericolosità sociale e violazione della pubblica quiete è stato condannato: “… per non aver mai, nel corso dei suoi cinquantatre anni di permanenza nella nostra comunità, pronunciato le parole: buongiorno, buonasera, come stai, grazie, scusami, lieto di averti conosciuto, grazie, come posso aiutarti, fammi la cortesia, per favore,  sono grato, se non ti dispiace, è permesso?. Parole e locuzioni che, a norma di legge, fanno il tessuto stesso della comune convivenza. Nonostante i continui, innumerevoli appelli della “guida interiore” che nella nostra comunità certifica il diritto di cittadinanza, l’imputato, è stato consapevolmente estraneo alle pratiche del vivere civile e anzi ne ha irriso il valore e le finalità. In conformità alla legge e in nome del popolo di Language Valley, questo tribunale condanna …”.

Si tratta dunque di riflettere a fondo e approfondire.